Dear friends,
ancora mi aggiro tra le segrete
nosocomiali ma il gelido flato della possibile presenza della scopa non si
sente più. Non oso chiedere in quale sgabuzzino sia finito ma sono certo che
sta bene dove sta...ed io pure. Questo blog è ahimè ancora redatto dal sottoscritto
in quanto la mia dolce mogliettina deve ancora cominciare a lavorare e dunque
ha ben poche possibilità di collezionare figure barbine o strani aneddoti che,
fin d'ora, solo il qui presente ha l'onore e l'onere di vivere. L'atmosfera qui
sembra essersi calmata.....anche i cari amici dal coltello facile sembra siano sensibili
all'imminente festività oppure scelgono, per i loro assalti, zone periferiche
della città o al contrario hanno finalmente imparato l'anatomia colpendo al
collo o direttamente in aorta....ben vengano i Mirabella scozzesi, la panacea
di tutti i poveri registrar. Tra l'altro ritengo che l'autoctona gonnellina
possa in qualche modo impreziosire la consueta eleganza del gerontogiornalista.
Dunque vorrei utilizzare il
presente blog (in attesa certo di ricomporre una squadra degna di nota) per
lasciarvi un piccolo graffito sugli usi e costumi scozzesi (ma penso anche
britannici).
Il cibo.
Noto amico mio sin dall'infanzia...materia
ben conosciuta e apprezzata dal sottoscritto.
Qui di amici ne ha ben pochi. La
gente, che ama camminare per il centro in maglietta e pantaloni leggeri anche
sottozero (probabilmente credono nel congelamento dei gameti con intento eugenetico)
ama altresì alimentarsi in giro per la strada. Tutto sommato, detto così
ovviamente non vuol dire nulla. Ma provate ad immaginare la scena di un
film....il sottoscritto, vestito con i seguenti indumenti:
-maglietta della salute (vecchia
orrenda abitudine che giaceva nel dimenticatoio da anni)
-camicia (rigorosa......qui non
hanno i camici e non penso di poter indossare la T shirt del Che)
-maglioncino leggero di lana
-maglioncino pesante di lana
-giacca invernale imbottita con
cappuccio
-cappello di lana grossa (molto,
molto homeless)
-guanti di pelle foderati
(graditissimo regalo del suocero vigile)
-pantaloni pesanti
-scarpe da trekking ai piedi (e
come ogni buon britannico che si rispetti...scarpe decenti nello zaino)
-zaino da 500 Kg con pranzo, le
suddette scarpe, libri e i vari cartellini, badge, appunti di password (qui
serve la password anche per entrare al gabinetto......giuro)
Ebbene immaginate di vedermi
camminare come l'omino brutto e cattivo della marshmallows (quello bianco
enorme dei ghostbusters) in mezzo alla strada (isola pedonale...non sono mica
rincoglionito) e 500 persone in Tshirt, minigonna e ballerine senza calze o
pantaloncini leggeri con polo a maniche corte, magari sotto la neve, che non
solo camminano come se nulla fosse (neanche un brividino, neanche le mani in
tasca o le spalle aggobbite per la temperatura polare) ma mangiano
anche...camminando. Mangiano magari un cubo congelato di lasagne alla salsa
barbecue con forchettina di plastica mentre ritornano a casa o vanno chissà
dove o sgranocchiano tranquillamente le ali di pollo fritte e, ovviamente
congelate, come fosse una prelibatezza del paradiso terrestre. I più salutari
bevono una zuppa già fatta e che il supermercato ti riscalda all'uopo, magari
di zucca, pesce, funghi ed una spruzzata di tabasco (qui adorano gli
accostamenti "audaci"). E tu, sebbene ti senta un deficente per aver
scelto un posto perennemente freddo e grigio sogni però il piatto di pasta o il
risottino che la mogliettina ancora per poco casalinga ti ha preparato…anche perché
durante la tua intensa giornata lavorativa, quando capita quella rara volta in
cui riesci ad anadare in mensa vieni colto da uno sconforto tale nel vedere il
cibo offerto che preferisci essere un onicofago compulsivo piuttosto che
ingerire la meat pie del giorno.
Dunque amici miei,
con questa piccola nota di
costume, mentre mi accingo a prepararmi psicologicamente alle mie 24 ore di
guardia a Natale, vi penserò, ad ingozzarvi con i vostri tacchini ripieni o ad
ingollare insane ed ipercolesterolemizzanti tartine, o a sbrodolarvi con il
brodo dei vostri indigesti tortellini… beh…buon Natale…voi che potete….il mio
Natale sarà sicuramente meno stancamente banale del vostro…e quello della mia
dolce metà sarà incentrato sull’autocoscienza della solitudine dell’esistenza
umana.
Auguri di Buon Natale dalla coppia oltremare
Ale & Chiara (Alfaier…come
amano pronunciare qui…sembra la marca di un tubo di scappamento sportivo)
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