giovedì 23 dicembre 2010

Overseas news


Dear friends,
ancora mi aggiro tra le segrete nosocomiali ma il gelido flato della possibile presenza della scopa non si sente più. Non oso chiedere in quale sgabuzzino sia finito ma sono certo che sta bene dove sta...ed io pure. Questo blog è ahimè ancora redatto dal sottoscritto in quanto la mia dolce mogliettina deve ancora cominciare a lavorare e dunque ha ben poche possibilità di collezionare figure barbine o strani aneddoti che, fin d'ora, solo il qui presente ha l'onore e l'onere di vivere. L'atmosfera qui sembra essersi calmata.....anche i cari amici dal coltello facile sembra siano sensibili all'imminente festività oppure scelgono, per i loro assalti, zone periferiche della città o al contrario hanno finalmente imparato l'anatomia colpendo al collo o direttamente in aorta....ben vengano i Mirabella scozzesi, la panacea di tutti i poveri registrar. Tra l'altro ritengo che l'autoctona gonnellina possa in qualche modo impreziosire la consueta eleganza del gerontogiornalista.
Dunque vorrei utilizzare il presente blog (in attesa certo di ricomporre una squadra degna di nota) per lasciarvi un piccolo graffito sugli usi e costumi scozzesi (ma penso anche britannici).
Il cibo.
Noto amico mio sin dall'infanzia...materia ben conosciuta e apprezzata dal sottoscritto.
Qui di amici ne ha ben pochi. La gente, che ama camminare per il centro in maglietta e pantaloni leggeri anche sottozero (probabilmente credono nel congelamento dei gameti con intento eugenetico) ama altresì alimentarsi in giro per la strada. Tutto sommato, detto così ovviamente non vuol dire nulla. Ma provate ad immaginare la scena di un film....il sottoscritto, vestito con i seguenti indumenti:
-maglietta della salute (vecchia orrenda abitudine che giaceva nel dimenticatoio da anni)
-camicia (rigorosa......qui non hanno i camici e non penso di poter indossare la T shirt del Che)
-maglioncino leggero di lana
-maglioncino pesante di lana
-giacca invernale imbottita con cappuccio
-cappello di lana grossa (molto, molto homeless)
-guanti di pelle foderati (graditissimo regalo del suocero vigile)
-pantaloni pesanti
-scarpe da trekking ai piedi (e come ogni buon britannico che si rispetti...scarpe decenti nello zaino)
-zaino da 500 Kg con pranzo, le suddette scarpe, libri e i vari cartellini, badge, appunti di password (qui serve la password anche per entrare al gabinetto......giuro)
Ebbene immaginate di vedermi camminare come l'omino brutto e cattivo della marshmallows (quello bianco enorme dei ghostbusters) in mezzo alla strada (isola pedonale...non sono mica rincoglionito) e 500 persone in Tshirt, minigonna e ballerine senza calze o pantaloncini leggeri con polo a maniche corte, magari sotto la neve, che non solo camminano come se nulla fosse (neanche un brividino, neanche le mani in tasca o le spalle aggobbite per la temperatura polare) ma mangiano anche...camminando. Mangiano magari un cubo congelato di lasagne alla salsa barbecue con forchettina di plastica mentre ritornano a casa o vanno chissà dove o sgranocchiano tranquillamente le ali di pollo fritte e, ovviamente congelate, come fosse una prelibatezza del paradiso terrestre. I più salutari bevono una zuppa già fatta e che il supermercato ti riscalda all'uopo, magari di zucca, pesce, funghi ed una spruzzata di tabasco (qui adorano gli accostamenti "audaci"). E tu, sebbene ti senta un deficente per aver scelto un posto perennemente freddo e grigio sogni però il piatto di pasta o il risottino che la mogliettina ancora per poco casalinga ti ha preparato…anche perché durante la tua intensa giornata lavorativa, quando capita quella rara volta in cui riesci ad anadare in mensa vieni colto da uno sconforto tale nel vedere il cibo offerto che preferisci essere un onicofago compulsivo piuttosto che ingerire la meat pie del giorno.
Dunque amici miei,
con questa piccola nota di costume, mentre mi accingo a prepararmi psicologicamente alle mie 24 ore di guardia a Natale, vi penserò, ad ingozzarvi con i vostri tacchini ripieni o ad ingollare insane ed ipercolesterolemizzanti tartine, o a sbrodolarvi con il brodo dei vostri indigesti tortellini… beh…buon Natale…voi che potete….il mio Natale sarà sicuramente meno stancamente banale del vostro…e quello della mia dolce metà sarà incentrato sull’autocoscienza della solitudine dell’esistenza umana.

Auguri di Buon Natale dalla coppia oltremare

Ale & Chiara (Alfaier…come amano pronunciare qui…sembra la marca di un tubo di scappamento sportivo)

Nessun commento:

Posta un commento