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Dal "Macchicelafattofare" a "Chettelodicoaffa'"....un resoconto, un messaggio, un'idea o tutto ciò che ci viene in mente di dirvi. Una porta aperta sulle nostre piccole avventure, uno sguardo malizioso, simpatico e sincero..... Un biglietto di ritorno...
martedì 3 maggio 2011
mercoledì 27 aprile 2011
SIX FEET UNDER
Con tutto il rispetto per il popolo ospitante……ma d’ora in
poi non mi faccio più insegnare nulla in termini di disinfezione e cura delle
infezioni ospedaliere da chi non sa neanche cos’è il bidet.
La passione per i thriller mi ha fatto, negli anni, divorare
tutto ciò che riguardasse violenza, omicidi seriali, investigazioni e quant’altro….
Insomma..sono la nuova Patricia Cornwell dei poveri…ma l’esperienza che ho
fatto oggi rimarrà indelebilmente impressa nei miei ricordi.
Ebbene oggi non c’avevo una pippa da fare….i pazienti
pazientavano, gli inservienti non servivano e così via. Nella grigia e
sconfortante routine di oggi (niente figure del cazzo, nessuna novità, neanche
un piccolo accoltellamento tanto per allietare la giornata, neanche un
alcolista con cui scambiare due chiacchiere….una palla) mi metto a fare un po’
di “scienza”-se così si può dire-al computer..e il tempo passava senza che
neanche mi accorgessi.
Ecco finalmente il terribile ma quanto mai atteso suono del
cicalino ad interrompere i miei futuristici calcoli…la segretaria mi chiede se
posso firmare delle carte di un decesso per uno che deve essere cremato.
Cheppale, dico io, non era neanche mio paziente….ma gli altri dove sono?
Sai…sono bovero ragazzo emigrato da Italia…..io no sapere niente di vostra
burocrazia!!!
Insomma…..tocca a me.
La tirocinante prescelta nell’aiutarmi a compilare le carte
al decimo sbadiglio e al trentesimo “ma non posso firmare e basta e poi levarmi
dalle palle?” mi dice due cose:
-notizia brutta: bisogna andare anche in camera mortuaria a
constatare il decesso
-per questa cosa, che richiede al massimo un quarto d’ora,
vieni pagato 100 pounds netti
Ora dico: da quando in qua un povero tizio, in camera
mortuaria da ormai 5 giorni, necessita di un certificato ulteriore di morte
dopo aver passato 5 giorni in un frigorifero puzzolente? Boh…ma i cento pound
fanno gola……e poi mi sono detto “con tutte le schifezze che vedo vuoi che un
fottuto cadavere mi faccia impressione?”.
Bravo Ale…clap clap…..
Ridestata debitamente la mia poca voglia di burocrazia firmo
tutto diligentemente e ci apprestiamo a percorrere
i chilometrici corridoi fino alla camera mortuaria che qui chiamano Mortorio
(se lo traduci letteralmente).
Tralascio lo squallore apocalittico delle stanze e dei
corridoi e l’orrore nel vedere l’enorme frigorifero a scomparti. Ci chiedono di
aspettare….. “Ci” perché ervamo io, la giovane dottoressa e una studentessa di
medicina che non aveva mai visto una cella mortuaria e non vedeva l’ora (tralascio
i commenti per pietà).
Adiacenti alla sala principale, mi guardo intorno annoiato
finchè non entrano due necrofori in giacca e cravatta e il corpo di una vecchia
tutto rigido con un braccio in alto dal rigor mortis. Se non fosse per il
rispetto verso la morte che la nostra professione ci insegna ad avere, sembrava
stesse facendo il saluto a Hitler.
Anyway…il bello è che questi due imbecilli hanno cercato di
abbassare il braccio della vecchia con tale violenza che si è sentito uno
“Scroch” potentissimo…….evvia…..braccio a posto, come se niente fosse. Ero
inorridito e pensavo di aver già visto abbastanza quando questi si mettono a
pulirla.
Che bello, penso io, con che rispetto trattano il corpo
della vecchia signora…se non fosse che loro sono in giacca e cravatta, cazzo, e
non in divisa….e stanno maneggiando il corpo bluastro, livido e maleodorante in
abiti civili (molto eleganti, tra l’altro).
Sopraffatto dallo schifo penso di voler andare via e fancolo
a tutti (come ama dire il mio tirocinante dell’arabia saudita che mi ha sentito
tirare il porcone in sala), e fancolo anche ai 100 pounds. Che se li tengano….
Ma il meglio ancora deve venire….
Il gusto per l’orrido non mi fa voltare la faccia come
giustamente avrei dovuto fare…anzi…..e mentre noto con più attenzione mi
accorgo di fissare uno dei due tizi che, mentre allegramente sta frizionando il
torace della signora filofascista, non si accorge che la propria cravatta si
infila ripetutamente nella bocca della defunta piena di schiuma verdastra
conferendo all’inutile e quantomai fuoriluogo accessorio un colorito ruggine
non particolarmente invitante. Una versione horror della pubblicità delle
macine della mulino bianco che vengono intinte dal dito paffutello del sempre
sorridente tipico “bambino delle pubblicità” nel tazzone di latte caldo.
A stento trattengo il groppo in gola palesando un
autocontrollo che non avevo davanti alla tirocinante e alla studentessa che
giustamente si facevano i cazzi loro quando….non ci posso ancora credere…forse
ero ubriaco o drogato……questo qui si accorge della cravatta sporca e chiama una
tizia chiedendogli di pulirla. La tizia, a mani nude, arriva e dà due colpi
alla cravatta a mani nude “done!” ecco fatto , come se avesse spiumacciato una
giacca impolverata.
Non ho vomitato per miracolo.
Stanotte mi sognerò la vecchia con i baffi alla Hitler che
mi rincorre nuda e mi sputa roba verde in faccia……già lo so.
Alla prossima cagata (anche se questa volta io proprio non
c’entro nulla)
Ale
venerdì 22 aprile 2011
sabato 16 aprile 2011
giovedì 31 marzo 2011
OCCHIO CHE MI VIENE LA SINDROME
Welcome back Ale,
arieccomi!
Ora capisco perché Stoccolma ha il più alto tasso di suicidi
nei mesi invernali……qui a Glasgow l’inverno è stato un po’ simile…buio buio
buio….e freddo, neve, pioggia e vento.
Grazie a Dio tutto ciò è solo un ricordo..le giornate si
sono notevolmente allungate e finalmente sono in grado di dire che il sole
esiste e non è solo un fugace miraggio centellinato dal grigio costante, quel
grigio che ti fa sentire un personaggio dei film dell’orrore…tipo quelli della
nebbia assassina.
Ovviamente però il sole, anche qui giustamente intervallato
da una buona dose di nuvole e pioggia (gli Scozzesi temono tantissimo la
siccità) ha una caratteristica fondamentale che ti fa pensare che qui il tempo
(meteorologico) congiura contro di te come se avesse un conto personale da
sbrigare nei tuoi confronti: ebbene qui il sole è perennemente
orizzontale. Non sale mai ma ti gira
attorno aspettando che tu apra l’occhio e che la tua povera retina si secchi
come un ramarro sul muretto.
Anyway basta lamentarsi….addirittura la Chiara è riuscita a
non uccidere l’ennesima orchidea. Anzi l’ultima, che io avevo dato per
moribonda, è rinata tra le lacrime premorte…un po’ come l’araba fenice di Albus
Silente.
In questo nuovo contorno le nostre giornate sono finalmente
assestate su di una accettabile routine che ci permette di assaporare
finalmente i pregi assoluti che derivano dall’esperienza che stiamo vivendo.
E non solo lavorativa…non intendo tediare nessuno sulla
bellissima esperienza lavorativa, le opportunità e bla bla bla……intendo
esperienza di tipo umano.
Stando qui si raschia via la ruggine dalla botte e si nutre
il legno…pronti per versarvi altro vino, vino nuovo. Ma come ogni buona
raschiata che si rispetti a volte si espone il legno vivo e lì sono dolori.
D’altronde non si cresce senza che le ossa facciano
male…vecchi detti quantomai veri.
Sebbene ovviamente la novità dello stare qui ha diminuito in
parte il mio potere di osservazione e di stupore non mi sono certo mancate le
figure del cazzo in cui, come un neofita Gianburrasca, autolesionisticamente mi
tuffo. D’altronde ora comincio a parlare un po’ più propriamente e a capire di
più…..e il cavallo, tenuto a bada per troppo tempo nel recinto, ora sente le
briglie allentate e freme per partire al galoppo.
Quando operi (intendo in sala operatoria) e ti ritrovi
finalmente da solo (o con qualche tirocinante) devi non solo mantenere una
flemma metodica ed un cipiglio professionale e posato ma ti rendi conto che non
c’hai più nessuno a pararti le chiappone in caso di disastri. E fin qui tutto
ok, d’altronde è il mio lavoro.
Ma ogni cosa che fai la devi anche tradurre, tradurre il
nome di un ferro chirurgico (che qui hanno nomi tutti diversi…un po’ come i
personaggi di “sogni di una notte di mezza estate”) e non sempre ti viene la
parola.
E allora apri la mano sperando che la strumentista,
notoriamente saggia, ti porga ciò che vuoi (so che la frase potrebbe essere
suonare strana…..).
In mezzo a tutto questo casino Robocop proprio non ci
voleva.
D’ora in poi qui camminerò sul filo del rasoio e cercherò di
mantenere un profilo politically correct. Ebbene Robocop è un nuovissimo
personaggio entrato, purtroppo, a far parte della mia vita professionale.
Un bel giorno novità: si cambiano strumentisti…nuova legge
…tutti devono saper fare tutto. Non più strumentisti dedicati alle varie
patologie.
Ed ecco Robocop, proveniente dalle sale di chirurgia
d’urgenza, entra prorompente e sorridente nelle sale di chirurgia pancreatica.
Perché Robocop? Questo simpatico ragazzo, simpatico sul
serio, buono come il pane, ha un problema fisico abbastanza importante (è
pressochè completamente sordo e parla anche in maniera strana). Ha 2 specie di
orecchie bioniche che lo aiutano a sentire. Però ti deve guardare in faccia e
tu devi parlare un po’ altino.
Bene:
- con la mascherina se anche ti guardo in faccia cosa cavolo
vedi dalle labbra?
- e soprattutto mentre prima potevo biascicare il nome di un
ferro sperando che per assonanza mi passassero i ferri giusti con lui devo
urlarlo…anche perché la maggior parte del tempo sta girato di spalle…non gli
posso mica dare un coppino ogni volta che mi serve un pinza!!!!!
Quel giorno con Robocop è stato terribile….lui cercava di
capire quello che biascicavo urlando (molto ossimorico) in una lingua
approssimativamente simile all’Inglese e di passarmi il primo ferro che
casualmente gli attraversava il palmo della mano…un po’ come quando fai le mani
a rastrello e le passi sulla sabbia sperando di trovare qualche conchiglia.
Poverino…..tanto simpatico ma utile quanto il due di picche
a briscola col morto.
Anyway la vita va avanti e giusto la settimana dopo mi sono
sparato una bella settimana di guardia giorno.
Un delirio. Siccome hanno chiuso uno degli ospedali di
Glasgow tutta la marmaglia di poveracci che afferivano in questo triste
nosocomio si è riversato tutto sul mio povero ospedale e giusto quando il
sottoscritto era di guardia.
Beh…beata umanità!!!!
40 pazienti al giorno da vedere….uno meglio dell’altro.
Uno di questi, secondo me il migliore in assoluto, si
lamentava con me che il troppo alcol che doveva bere gli faceva vomitare il
metadone che doveva prendere…molto bene!!!! Pacca sulla spalla e via……Perché
scegliere quando puoi avere tutto?
Ma a grandi falcate un altro tizio si è meritato il
mongolino d’oro della settimana.
Altro compare di bevute di quello prima…questo ha voluto
superare il record e battere in volata il precedente.
Bene…..un pomeriggio me lo vedo ancora più ubriaco,
fatto……in coma (ma come cazzo ha fatto che è 2 giorni che è ricoverato?) e il
vicino di letto che urla per il dolore alla pancia.
Ma cosa è successo??????????? Elementare Watson……. Questo ha
fottuto la morfina al vicino di letto ma non solo…..si è scolato due bottiglie
e mezzo di disinfettante alcolico per le mani…..Oleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!
Finalmente ciò che temevo fosse una leggenda metropolitana si è dimostrata
essere una assoluta verità!!! Minchia che botta!!!!!!
Era fatto come un cavallo!!!!!! Ma sicuramente avrà avuto un
alito freschissimo e avrebbe potuto disinfettarti con una slinguata!!!!!
Anyway la vita procede……. Io sto alla porta e aspetto…..le
cose capitano..o meglio…come dicono nei paesi anglosassoni……shit happens!
Un abbraccione a tutti
Alla prossima cagata
Ale McGarden
martedì 15 marzo 2011
GREY'S ANATOMY MI FA UNA PIPPA.....
PER GLI ADDETTI AI LAVORI...O QUASI
Ebbene finalmente ho cominciato a
collezionare figure barbine anch’io… lo devo confessare… ero propria invidiosa
che solo Ale potesse farle..
In realtà sono quasi due mesi che
lavoro, ma mica potevo scrivere subito!! Dovevo almeno avere qualcosa da
raccontare, più che altro dovevo almeno aspettare di capire quello che mi
dicevano ...
Il primo giorno è stato uno
spasso, un bellissimo orientation day, il giorno più temuto da tutti, quello in
cui arrivi, non capisci nulla di quello che ti dicono, rispondi facendo solo
qualche strana faccia, tanto che secondo me si chiedono se sono cerebrolesa, e
poi ti portano a vedere la terapia intensiva, la semintensiva, l’ucic, arrivi
in sala, beccano il primo sfigato specializzando di guardia e ti affidano a
lui: questo ti mostra tutto, o almeno tutto quello che gli viene e in mente,
poi ti passano alla sister (e tu nel
mentre ti chiedi “che cavolo centra mia sorella, che poi non ho, in tutto
questo?”) che ti mostra nuovamente le stesse cose, con parole diverse, tutti i
carrelli (intubazione difficile, ipertermia maligna, emorragie gravi…ah secondo
voi esiste un posto in Italia dove c’è il kit ipertermia maligna??, un intero
carrello con scorte di dantrolene sodico che neanche se in tutte le sale ci
fosse contemporaneamente un caso di ipertermia riusciremmo a finire), le uscite
di emergenza e l’estintore e ti spiega benissimo tutte le norme di sicurezza in
caso di incendio .. (anche noi lo faremmo, vero?). Finito con la sister… (so
che forse vi chiedete cose è la sister, ma vi lascio nel dubbio ancora un po’..
così provate anche voi), stai circa mezz’ora in cucina, a non capire discorsi
fatti in glasvigen, finché qualcuno non ti rivolge la parola mosso da pietà nei
tuoi confronti… poi ti alzi, ti perdi 3 o 4 volte per arrivare dove avevi lasciato
le tue cose, cerchi di mangiare qualcosa (mai andare in un mensa scozzese!!!) e
te ne stai a pensare perché non sei stato semplicemente a casa a pulire,
cucinare, correre e dipingere e leggere….Alla fine qualcuno ti vede, si ricorda
di te, ed il primo giorno almeno ti mandano a casa!!
Bene, peccato che lavorando in tre
ospedali diversi, il tutto si è ripetuto altre 2 volte (anche se devo essere
sincera in modo meno intenso) e l’ultima volta (praticamente l’altro giorno
perché ho cambiato ospedale) ho avuto l’onore di vedere in un solo giorno altri
4-5 padiglioni operatori (uno per specialità naturalmente)!! Che culo vero?? Sapete
quanto è bello cercare di ricordarsi dove sono le cose quando non ti ricordi
neppure dove sono le sale o semplicemente non sai il codice per entrarci??
Ma le cose più divertenti sono perdersi
per cercare di andare a prendere il cicalino, avere il cicalino e non capire
quello che dice quando parla… ma soprattutto che lo stesso cicalino suona in
due ospedali diversi (non chiedetemi perché) e che se per caso emette il famoso
urlo per arresto cardiaco, devi anche cercare di capire dove C…o è stato questo
arresto, e se per sfiga (come sempre succede quando tieni il cicalino le prime
volte) capita dove sei di guardia tu, devi correre… ma dove?? Allora aspetti di
vedere un altro correre e così sai dove andare!! Ma la cosa più bella è avere
uno che ti va a prendere lo zaino mentre tu vai dal povero diavolo che sta
male… e poi vedere quelli che dovrebbero essere paramedici in grado di
intervenire per qualsiasi cosa, peso circa 150-180 kg ciascuno, in dispnea solo
per piegarsi ed alzare la barella, tutti sudati… e tu pensi… ma perché non
organizzare una qualche dieta prima di iniziare?? Perché se per caso anche
questo fa un arresto… come si fa poi ad intubarlo?
Per non parlare del fatto che qui
si lamentano tutti di non avere abbastanza infermieri, poi però entri in sala,
per la precisione sala antalgica, e trovi un infermiere per parlare con il
malato (questo deve pur essere a suo agio, o no??), uno di anestesia, uno di
sala, due possibili strumentisti, due tecnici radiologi e due medici. A quel
punto pensi.. ma perché sono così idiota che in Italia faccio tutto con un
singolo infermiere che poverino diventa un polipo per riuscire a fare
contemporaneamente più cose?? E che ne dite che per legge hanno un infermiere
per paziente in terapia intensiva, perché se avessero un rapporto di due malati
per infermiere si chiamerebbe terapia semi-intensiva?? Come ragionamento non fa
un piega… ma allora le nostre italiane come le dobbiamo chiamare dato che
quando siamo fortunati il rapporto è 1 a 3??
Ma poi..dove la trovate una che
vince la lotteria e si spende tutto in eroina tanto che non le rimane più nulla
neppure per comperarsi il cibo di tutti giorni ed arriva a pesare 35 kg??? O
uno che a 30 anni ha già 7 figli?
Beh comunque non preoccupatevi…da
domani inizio anche un po’ di rianimazione… allora sì che rideremo..
Cheers
Chiara
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